Fare il “saluto romano” a un funerale non è reato.

Lo ha stabilito il tribunale di Sassari: il fatto non sussiste.

Il caso risale tre anni fa, quando a margine delle esequie del docente universitario Giampiero Todini, molto noto presso l’Ateneo Turritano, celebrato il 2 settembre 2018 a Sassari presso la parrocchia di San Giuseppe, un gruppo di amici sul sagrato della chiesa resero omaggio al feretro con il saluto romano, alzando il braccio destro e rispondendo con il grido “presente!” al richiamo “Camerata Giampiero Todini“. Il video dell’estremo saluto, pubblicato su Facebook, Luigi Todini – imputato insieme ad altre 21 persone – diventò immediatamente virale e la notizia ebbe una vasta eco su tutti i media locali e nazionali, aprendo dibattiti e prese di posizione sui principali mezzi di informazione. La Procura di Sassari aveva subito avviato le indagini e, a conclusione delle stesse, chiamato direttamente in giudizio i 22 imputati con l’accusa di violazione dell’art. 5 della Legge Scelba che punisce «chiunque con parole, gesti o in qualunque altro modo compie pubblicamente manifestazioni usuali al disciolto partito fascista» richiedendo, nell’udienza conclusiva della fase dibattimentale del processo, la condanna per tutti gli imputati a 2 mesi di reclusione, 100 euro di multa e interdizione ai pubblici uffici per tutta la durata della pena. Di contro, gli avvocati difensori degli imputati avevano richiesto il proscioglimento anche in ragione di alcuni recenti pronunciamenti della Corte di Cassazione per fatti analoghi avvenuti in passato stabilendo che, qualora abbia un intento commemorativo e non violento, debba essere considerato come una libera manifestazione del pensiero e non un attentato concreto alla tenuta dell’ordinamento democratico. Questo è stato dimostrato e spiegato dal figlio nelle sue dichiarazioni spontanee dove ha rimarcato che il padre «quando era cosciente e ancora in vita, più volte aveva espresso il desiderio di essere salutato, per l’ultima volta nell’abbandono della vita terrena, con questo ultimo omaggio». Luigi Todini aveva sottolineato che «l’omaggio reso a mio padre, secondo le sue volontà, non è stato in nessun modo preorganizzato». Il Giudice monocratico dott. Sergio De Luca, nel pronunciamento della sentenza in data odierna, ha assolto i 22 imputati perché «il fatto non sussiste». «La sentenza di oggi – conclude dopo la sentenza il figlio Luigi – rappresenta la conferma che la libertà di opinione e la libera manifestazione del pensiero siano valori costituzionalmente garantiti. La giustizia ha fatto il suo corso».

Acquista l’ultimo numero de «Il Caffè».
– in formato cartaceo cliccando qui.
– in formato Kindle cliccando qui.

Rimani informato sulle nostre dirette e i nostri video.
Iscriviti al nostro canale Twitch e se sei abbonato ad Amazon Prime puoi abbonarti gratuitamente al canale e supportarlo. Inoltre, grazie al tuo abbonamento mensile hai il diritto di ricevere gratuitamente la versione pdf della rivista. Contattaci sulla nostra pagina Facebook per riceverla.
Iscriviti al nostro canale You Tube cliccando qui