Zan, giù la maschera sull’indottrinamento gender: “Bisogna aiutare i bambini in un percorso di transizione per cambiare il proprio sesso biologico”

Il deputato del Pd e promotore del disegno di legge che porta il suo nome, quello – dicono i sostenitori – contro l’omotransfobia, intervenuto nella diretta Instagram del rapper Fedez, ha svelato il vero obiettivo della legge: indottrinare i bambini con la teoria gender.
Alessandro Zan, deputato del Pd e attivista della comunità Lgbt, è intervenuto nella diretta Instagram del rapper Fedez – alla quale hanno poi preso parte anche Marco Cappato e Pippo Civati – per parlare del disegno di legge che porta il suo nome, quello – dicono i sostenitori – contro l’omotransfobia. Nello specifico si è parlato della posizione di Italia Viva, e quindi di Matteo Renzi, che manda in tilt i partecipanti alla diretta poiché risulta essere molto simile a quella della Lega. Entrambe le forze politiche, infatti, sono contrarie ad alcuni articoli della legge che andrebbero a limitare la libertà di opinione. Sia Fedez che Zan hanno criticato aspramente l’ex sindaco di Firenze, mettendo in evidenza il fatto che trovare una mediazione con la Lega sia praticamente impossibile, poiché farlo – secondo loro – vorrebbe dire affossare la legge. Poi si è passati a parlare dell’identità di genere e il deputato del Pd ha avanzato una tesi totalmente ideologica che ha però voluto far passare per verità assoluta: “L’identità di genere è la percezione profonda, precoce e strutturata del proprio genere. Cioè, sin da quando siamo bambini percepiamo qual è il nostro genere. Solo che ci sono dei bambini e delle bambine che percepiscono un genere che è diverso dal loro sesso biologico. Quindi bisogna aiutarli in un percorso di transizione perché si ritrovano con un genere che non corrisponde al loro sesso biologico“. Già, avete capito bene. L’attivista Lgbt ha svelato una volta per tutte quale sia il vero obiettivo del ddl Zan: rimodulare la natura umana indottrinando i bambini con la teoria gender. Un bambino che nasce maschio potrebbe non sentirsi tale e quindi andrebbe aiutato a cambiare sesso biologico. Un vero e proprio lavaggio del cervello che auspichiamo non si verifichi mai. I sessi biologici esistenti sono due: maschio e femmina. Stop. Poi nel corso della vita può accadere che un maschio non si senta più tale e che quindi si senta più femmina, ma questo dopo aver maturato esperienze. I bambini, in quanto tali, non hanno la maturità per poter fare ragionamenti di questo tipo. Ergo, andrebbero lasciati stare. Libertà di pensiero e di amare chi si vuole sì, indottrinamento gender no.

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