Napoli, Whirlpool licenzia e gli operai incontrano il Premier

L’estate “calda” del lavoro riaccende le vicende di Whirlpool ed Embraco

Questa mattina l’annuncio, da parte della multinazionale statunitense, dell’avvio della procedura di licenziamento collettivo per i 340 operai della stabilimento di via Argine a Napoli mentre si registra un nulla di fatto al ministero del lavoro per la proroga della cassa integrazione per i 400 lavoratori dell’ex Embraco, per i quali il 22 luglio scatteranno i licenziamenti. Al Mise, nel corso del tavolo on-line convocato dal governo, i vertici della Whirlpool hanno riconfermato che “lo stabilimento è diventato insostenibile”. Da qui la rottura e la nuova clamorosa iniziativa degli operai partenopei che, cogliendo al volo l’occasione della visita del premier Mario Draghi al carcere di Santa Maria Capua Vetere, si sono messi in macchina, subito dopo una breve assemblea in fabbrica e hanno raggiunto il piazzale del penitenziario casertano. Un blocco stradale sulla via Appia giusto per convincere le autorità governative ad incontrarli e a strappare un impegno: Draghi si metterà in contatto con i vertici aziendali e coinvolgerà ancora una volta il ministro Giorgetti. “Draghi ci ha detto che la decisione della Whirlpool di avviare la procedura di licenziamento per i dipendenti dello stabilimento di Napoli rappresenta un ‘grave e inaccettabile sgarbo istituzionale'”.

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