Green pass e polemiche, per adesso prevale la “via italiana”

Estendere l’obbligo del green pass per l’accesso ai mezzi di trasporto a lunga percorrenza (come aerei o treni): è una delle ipotesi che sarà valutata dal governo in occasione della cabina di regia, prevista lunedì o martedì.

Estendere l’obbligo del green pass per l’accesso ai mezzi di trasporto a lunga percorrenza (come aerei o treni): è una delle ipotesi che sarà valutata dal governo in occasione della cabina di regia, prevista lunedì o martedì. La misura ricorda il “certificato verde” alla francese, con obbligo di vaccinazione per i viaggi a grande distanza, ma per il resto il “green pass Italia” dovrebbe essere meno restrittivo di quello di Emmanuel Macron. Tra i provvedimenti ai quali pensa il governo su suggerimento dei tecnici c’è anche quello di riservare – almeno per alcune attività – l’utilizzo del green pass solo dopo aver fatto la seconda dose, in linea con l’Unione europea (attualmente il “certificato verde” viene richiesto per stadi, concerti e Rsa e si ottiene anche dopo la sola prima dose di vaccino). Un utilizzo diffuso del pass – viene fatto osservare – eviterebbe il ricorso a misure più restrittive. Il “certificato verde” potenziato divide la maggioranza, con Pd ed entro certi limiti Italia Viva favorevoli e M5s contrario all’applicazione in bar e ristoranti. La Lega è contraria e Matteo Salvini dice: “Ne parleremo se e quando ce ne sarà la necessità. Adesso chiediamo attenzione e rispetto delle regole, però non possiamo terrorizzare la gente prima del tempo“: Contro anche Fratelli d’Italia, mentre Forza Italia ha una posizione intermedia. Il ministro per gli Affari regionali, Maria Stella Gelmini, è stato chiaro: “Se non vogliamo tornare a dover chiudere il paese non possiamo perdere tempo e non possiamo accontentarci dei risultati buoni che abbiamo raggiunto“.

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