Elezioni a Roma: oggi il dibattito fra i candidati

Subito scintille fra Michetti e Calenda, poi il segretario di Azione chiosa anche contro Gualtieri.

Era in programma oggi il dibattito tra i candidati alla poltrona di primo cittadino di Roma. Raggi, Michetti, Gualtieri e Calenda si sono sfidati in diversi botta e risposta, che hanno provocato anche l’inaspettato abbandono di Michetti. Il leader del centrodestra, infatti, aveva aperto così le danze: “Tutto a Roma, nell’antichità, era costruita intorno al cittadino. La Roma di Augusto e di Cesare guardava al dialogo. Noi abbiamo bisogno di questo dialogo, abbiamo bisogno della Roma della Pax augustea. Una Roma della collaborazione perché al centro non ci sono le nostre carriere ma il destino del cittadino di Roma”. Serafico, Gualtieri ha risposto: “Non riporteremo Roma all’Impero romano Michetti, non abbiamo questa ambizione…” a cui Michetti ha ribattuto con pacatezza: “Parlerò tanto della Roma dei Cesari ma quella era la Roma del successo”. Scintille anche tra la sindaca Virginia Raggi, Carlo Calenda e Roberto Gualtieri sulla gestione della città e delle risorse. Raggi, infatti, ha annunciato: “La trasformazione di Roma credo sia già in atto e, con me, continuerà ad andare avanti. Io credo che Roma sia paragonabile ad una Ferrari: quando sono arrivata era ferma ed io ho iniziato a farla ripartire, a farla correre, l’ho rimessa in pista. Abbiamo nel nostro futuro almeno 3 appuntamenti importanti: i fondi del Recovery; Giubileo 2025; Expo 2030. Parlare di futuro per Roma? nel mio caso questo ha radici lontane, costruite in 5 anni di amministrazione. Faccio qualche esempio – ha aggiunto Raggi – . Abbiamo messo a posto i conti. Abbiamo iniziato a pagare le imprese a 11 giorni. Abbiamo fatto ripartire delle gare pubbliche. Questo vuol dire: imprese e occasioni di sviluppo per la Capitale. Vuol dire che Roma torna ad essere considerata affidabile. Insomma – ha concluso Raggi – una città che progetta il futuro lavorando anche nel presente”. Anche a lei, Gualtieri non ha risparmiato la polemica: “La digitalizzazione è ferma, la situazione è disastrosa. I soldi non sono stati spesi per imperizia. Quando ero ministro abbiamo fatto due bandi per il trasporto pubblico di massa, a Roma c’erano solo le funivie! Fa uscire il fumo dalle orecchie. Ora con il Recovery c’è l’ultima opportunità della nostra città per ripartire”. Alla candidata ha risposto anche Calenda, che non si è lasciato sfuggire il paragone con la Ferrari: “Se Roma è una Ferrari è un 348, dove non entravano le marce…Non c’è un chilometro di metro progettata, una raccolta differenziata disastrosa. Roma è peggiorata in tutti settori di base, la cultura è difficilmente fruibile. Noi con 500 persone abbiamo scritto dei programmi dettagliati, delle linee di sviluppo della città. Se vai sui giornali internazionali per l’immondizia puoi avere una visione di Roma ma declinata come una storia per bambini”. La temperatura, insomma, si era molto alzata, tanto che il candidato del centrodestra Enrico Michetti ha, a un certo punto, lasciato il campo: “Roma non merita questa rissa, arrivederci”. A margine hanno risposto gli altri avversari: “Chi va via da un confronto perde sempre”, ha replicato la sindaca Raggi. Il leader di Azione, Carlo Calenda, che ha più volte ‘punzecchiato’ Michetti durante gli interventi, anche riprendendo la frase famosa di ‘Ecce Bombo’, di Nanni Moretti, “famo cose vedo gente”, a margine ha proseguito: “Quello di oggi era un confronto da campagna elettorale, non un pic-nic. Durante un confronto ci possono essere anche momenti un po’ più vivaci. Senza un confronto o un botta e risposta diventa noioso”. Mentre il candidato dem, Roberto Gualtieri, sceso dal palco ha sottolineato: “Mi dispiace che si sia arrabbiato. Noi abbiamo ascoltato con grande rispetto. Certo abbiamo ascoltato parole sull’impero romano e su tanti tempi interessanti – ha ironizzato – ma poche proposte concrete. Invece credo che il dibattito sulla campagna elettorale debba essere concreto”.

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