«Scusa …ma tu ti sei già vaccinato?»

Se il “green pass” ha fatto risvegliare il senso della libertà e della privacy

«Può lo Stato imporre ai suoi cittadini vincoli e obblighi che riducono la loro libertà di azione?». «Non puoi chiedermi se mi sono vaccinato: stai invadendo la mia privacy». Mai come in questo periodo si sente così forte il senso della libertà e rispetto della privacy sebbene alla base di ogni democrazia, c’è sempre la condizione che la libertà non è mai assoluta ma sempre mitigata da leggi condivise che ne fissano i confini. Ecco che ora, il popolo e gli intellettuali no vax, proprio nel nome della democrazia violata, scendono in piazza interpretando la recente introduzione del Green Pass (e delle altre misure che rendono obbligatorio il vaccino in determinate situazioni, come la scuola) come un abuso insopportabile.  Dietro il popolo no vax si nasconde un rombicosidodecaedro. Al loro interno troviamo una marea di tipologie. Possiamo innanzitutto distinguere i no vax ideologici dove il fanatismo anti-politico e anti-scientifico si amalgamano perfettamente. Poi ci sono i no vax complottisti: loro pensano che il potere politico e scientifico voglia soffocare la libertà inviolabile del popolo. Poi ci sono i no vax filosofici. «La nostra libertà sta subendo un attentato mortale nel nome della difesa della salute e della sicurezza» è il loro slogan. invade la sfera privata imponendo le sue leggi disciplinari, trasfigurando lo stato di eccezione in una regola. Costoro collegano le leggi speciali anti-terrorismo post 11 settembre con ciò che sta accadendo ora con lo stato di emergenza sanitaria che esautora le istituzioni democratiche della loro essenza introducendo una virata totalitaria dagli esiti inquietanti. E qui troviamo uniti ossimoricamente intellettuali di sinistra e di destra. Poi ci sono i no vax salutisti. La loro preoccupazione è relativa agli effetti, soprattutto a lungo termine, di una sostanza estranea come i vaccini sui nostri corpi. La paura di assumere il vaccino come la paura di viaggiare in aereo. Poi ci sono coloro che reagiscono in modo scomposto se – per pura curiosità – si chiede loro «Ti sei già vaccinato?» scatenando reazioni più o meno stizzite, appellandosi al quadro delle norme a tutela della dignità e della libertà della persona. Ed ignorando però che – per esempio – già per il fatto di scrivere sui social, abbiamo abiurato come premessa alla nostra privacy. O quando al supermarket paghiamo col POS stiamo manifestando di essere stati lì e aver acquistato qualcosa.

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