ACCADDE OGGI – 02/08/80 una bomba esplode alla stazione di Bologna

Provocò 85 morti e oltre 200 feriti. A distanza di 41 anni ancora non c’è ancora certezza assoluta sui mandanti e sugli autori di questa strage

Il 2 agosto 1980 alle 10,25 precise  un ordigno in una valigia nella sala di attesa della seconda classe devastò un’intera ala Ovest della Stazione di Bologna provocando 85 morti e oltre 200 feriti ed invalidi. Nel 1995 la Corte di Cassazione dopo una serie di processi  emise una sentenza definitiva di condanna per la coppia di estremisti di destra Giuseppe Valerio Fioravanti e Francesca Mambro che però hanno sempre negato questa. La storia, ha dato luogo a tantissime interpretazioni più avvincenti di una spy story sul movente e sui mandanti: è stata più volte chiamata in causa la Loggia P2, il suo maestro venerabile Licio Gelli e Umberto Ortolani come mandanti-finanziatori; l’ex capo dell’ufficio Affari riservati del ministero dell’Interno Federico Umberto D’Amato indicato come mandante-organizzatore; Mario Tedeschi, direttore della rivista “Il Borghese”. Rosario Priore uno dei magistrati più impegnati nelle inchieste riguardanti i più gravi episodi di terrorismo da Ustica, al caso Moro, all’attentato a Papa Giovanni Paolo II, nel saggio «La verità sull’atto terroristico più grave della storia italiana» ha ricostruito gli antefatti e lo scenario di questa strage attribuendone – apertis verbis – la responsabilità all’estremismo palestinese e accreditando la versione dei fatti che era stata archiviata. Rosario Priore ricordava pure che quella mattina del 2 agosto 1980, mentre un’intera ala della Stazione di Bologna saltava in aria, il sottosegretario agli Esteri del Governo Cossiga, Giuseppe Zamberletti, sottoscriveva a Malta un trattato ritenuto ostile dalla Libia di Gheddafi. Questa accurata inchiesta rivelò che cosiddetti servizi deviati  vollero orientare  le indagini il più lontano possibile da quella pista che – in realtà – non ha mai convinto gli inquirenti. Una “strage fascista’’ era proprio ciò che la folla attendeva di sentire e non dava adito – soprattutto – a conseguenze di carattere internazionale che poteva irritare il Medio Oriente e la strage di Ustica era avvenuta proprio poche settimane prima di quell’anno maledetto. Anche in quel caso si è preferito far prevalere una narrazione “politicamente ricorretta”, coerente con certi teoremi politici, piuttosto che la verità giudiziaria. E da quel giorno ogni 2 agosto alle 10:25 (l’ora dello scoppio della bomba) il suono struggente di una sirena risuona ancora alla stazione di Bologna per ricordare!

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