È morto Achille Lollo, uno degli autori del “rogo di Primavalle”

Aveva 70 anni era militante di Potere operaio

Gli autori del rogo di Primavalle del 16 aprile 1973 avevano una firma «Brigata Tanas Guerra di classe -Morte ai fascisti- la sede del Msi Mattei e Schiavoncino colpiti dalla giustizia proletaria» e dietro quella sigla si nascondevano Achille Lollo, Manlio Clavo e Marino Grillo, tre militanti di Potere operaio che quella notte versarono cinque litri di benzina sotto la porta di ingresso dell’appartamento abitato dalla famiglia dei Mattei e poi diedero fuoco. Dentro c’era Mario Mattei, segretario della locale sezione del Movimento Sociale Italiano, sua moglie e i loro sei figli. Il settimanale “Lotta continua” titolerà «La provocazione fascista oltre ogni limite è arrivata al punto di assassinare i suoi figli», “il manifesto” «È un delitto nazista. Fermato un fascista». È passato quasi mezzo secolo ma di quel rogo tragico e bestiale ancora non si sa tutto. Quella sera persero la vita Stefano e Virgilio Mattei, di 8 e 22 anni. Il primo processo nel 1975, si concluse con un’assoluzione per insufficienza di prove, e la crème dell’intellighentia di sinistra romana dell’epoca da Alberto Moravia a Dario Bellezza, da Elio Pecora a Ruggero Guarini brindarono nella casa di Fregene dei genitori di Lollo. Il secondo giudizio d’appello dopo undici anni rovesciò il verdetto. Poi passeranno altri venti anni prima che Lollo, espatriato come gli altri, ammetta dal Brasile che quella sera, davanti a quella porta c’erano loro. Ma non solo loro: erano addirittura in sei, tra i quali Diana Perrone, figlia e nipote dei proprietari del quotidiano “Il Messaggero”. Giampaolo Mattei, il fratello di Virgilio e Stefano Mattei che morirono bruciati vivi, ora afferma « Achille Lollo si è portato molte verità scomode nella tomba», e tuttavia, il Rogo di Primavalle resta emblematico per il clima intellettuale che si creò intorno a esso.

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