Bernardo contro Sala e l’ideologia rossa

«Io non distinguo persone tra fascisti e antifascisti. Le distinguo come uomo, donna e persone perbene».

La polemica di Ferragosto tra il candidato del centrodestra, Luca Bernardo e il sindaco Beppe Sala surriscalda (non bastava il clima!) Milano. Tutto è nato da una risposta data da Bernardo sull’antifascismo: «Io non distinguo persone tra fascisti e antifascisti, contro questo o contro quell’altro. Le persone non le distinguo se non per uomo, donna e persone perbene». E per descrivere se stesso ha aggiunto«Non mi definisco né A, né B, né Z. Mi definisco un cittadino della città di Milano, che vuol dire che è aperto e liberale. La libertà conquistata grazie ai nostri nonni dobbiamo portarla sempre avanti». Apriticielo! Queste parole sono finite subito nel tritacarne mediatico, utilizzate per sferrargli un attacco frontale, bollando Bernardo come un politico che strizza l’occhio ai fascisti. Il sindaco Sala ho colto subito la palla al balzo: «Il dottor Bernardo è uno dei miei competitori all’elezione a Sindaco di Milano. A lui e agli altri ho deciso di non rispondere mai. Porterò avanti le mie idee e poi decideranno i milanesi chi più è degno di guidare Milano fino al 2026. Ma in questa occasione non posso esimermi dal dire la mia. Sono convinto in modo assoluto che chi non ha il coraggio di dichiararsi antifascista non sia degno di guidare la nostra città, medaglia d’oro della Resistenza. Certi valori non sono mode, sono il frutto del sacrificio di nostri concittadini per garantire la democrazia contro ogni forma di dittatura. Di cui godiamo anche oggi”. Secca la replica di Bernardo: «Il mio antifascismo è nei fatti, non nelle etichette: nessuno mi può accusare di essere fascista. Il concetto era semplice e chiaro, bastava ascoltare e riportare con onestà quanto ho detto. Mio nonno, uomo alto 1,98 metri, siciliano, deceduto per infarto, si spogliò della divisa di granatiere e fece il partigiano a Bologna. Mi onoro della lunghissima amicizia con la comunità ebraica milanese. Questi sono i fatti». Poi conclude «Da medico e uomo della società civile sono abituato ad affrontare i colpi bassi che la vita riserva, ma non ero preparato a bugie, falsità e polemiche architettate per raccattare un voto in più. La credibilità e la validità della nostra proposta amministrativa evidentemente creano disagio nei nostri competitori. Noi andiamo avanti con slancio e fiducia, con proposte concrete, nella campagna elettorale per la Milano post-Covid»

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