Francesco De Gregori appoggia Salmo. Motta e Samuele Bersani invece…

La telenovela di ferragosto continua

Alla vigilia delle due date in Sardegna del suo tour, Francesco De Gregori dice la sua sul problema sollevato da Salmo con il suo concerto a sorpresa  “live” a Olbia che ha fatto scoppiare un ginepraio di polemiche. «Su Salmo dobbiamo riflettere e non semplicemente condannare la sua trasgressione alle regole», afferma il cantautore romano sul suo profilo social. «Io gli sono comunque grato per aver richiamato l’attenzione sul fatto che per una partita di calcio si possa stare in 15mila in uno stadio mentre per i concerti all’aperto ci sia un limite di mille persone sedute e distanziate. Questa limitazione è profondamente ingiusta e mortifica la nostra dignità professionale».  A questo punto arriva anche una nota dell’Ufficio Stampa del ministero della Cultura «Nessuna penalizzazione per il settore della musica dove le misure anzi sono più favorevoli, per i concerti sotto le soglie di 2500 al chiuso e 5000 all’aperto». Ma la posizione di Francesco De Gregori continua a essere minoritaria nel mondo della musica italiana. Dopo Fedez e Alessandra Amoroso, anche Motta si espresso in maniera critica su quanto accaduto a Olbia. «Per quanto mi riguarda trovo assolutamente ingiustificabile non solo quello che è successo ma pure i modi in cui si è cercato di giustificarlo – ha scritto il cantautore su Instagram -. Trovo che al giorno d’oggi forse rispettare le regole sia diventato molto più punk e sono fiero di aver incontrato questa estate non solo organizzatori che si sono fatti un culo  mastodontico per riuscire ad organizzare eventi ma anche un pubblico disciplinato, perché la cosa che interessava a me e agli altri era riuscire a tornare sul palco in un modo o nell’altro». Diverso l’intervento di Samuele Bersani che senza citare Salmo direttamente scrive «Quando sento qualcuno parlare di sé autodefinendosi “artista” provo un sentimento immediato di antipatia misto a compassione. Un po’ come quella volta che un tipo presentandosi mi disse: “Io sono un poeta”. Ci pensino poi gli altri magari a chiamarti così – ha concluso -, sempre se te lo meriti»

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