Caso Saman, il fratello della ragazza: “L’omicidio è stato ideato da altri due parenti”

“Papà e mamma non hanno mai pensato di fare questa cosa”, ha detto il giovane.

Il fratello di Saman Abbas ha negato la responsabilità dei genitori nella morte della 18enne pakistana sparita da Novellara (Reggio Emilia) il 30 aprile. Nel corso dell’audizione, il giovane ha detto che ideazione ed esecuzione dell’omicidio vanno attribuite allo zio Danish, a sua volta fortemente spinto da altri due cugini, che non sono quelli già indagati per il delitto. “Mio papà e mamma non hanno mai pensato di fare questa cosa“, ha aggiunto. “Sono disposta a tornare in comunità, ma non in Pakistan“. Parole messe a verbale il 22 aprile dalla stessa Saman. L’11 aprile la ragazza denunciò il fatto che il padre stava trattenendo indebitamente i suoi documenti e segnalò anche le minacce trasversali al suo fidanzato, attraverso parenti in Pakistan. Disse anche che i genitori persistevano nel proposito di farla sposare, contro la sua volontà, a un cugino in patria. L’11 aprile Saman era tornata a casa da pochi giorni dalla comunità dove era stata collocata da minorenne, proprio per la situazione familiare. “Io sono rientrata in casa – disse la ragazza – in quanto volevo entrare in possesso dei miei documenti“. “Al mio arrivo i miei genitori non mi hanno picchiata, ma si sono arrabbiati rimproverandomi di tutto quello che avevo fatto nei mesi scorsi come scappare in Belgio e andare in comunità. Per quanto riguarda i miei documenti, io li ho visti nell’armadio di mio padre, chiusi a chiave“. Proprio quella mattina “mia madre e mio padre hanno parlato con i genitori di mio cugino e hanno deciso che a giugno andremo in Pakistan per il matrimonio con lui“. Sul fidanzato, Saman ha detto che il 26 gennaio suo padre, Shabbar, “andava in Pakistan dalla famiglia del mio fidanzato e parlava con suo fratello“, dicendogli che se non avesse lasciato Saman “noi uccidiamo lui e tutta la vostra famiglia“. Il padre e lo zio erano accompagnati da altre persone, armate di pistola, che spararono in aria.  In una delle telefonate con il fidanzato, Saman lo mise in guardia sulla pericolosità del padre Shabbar, che sarebbe collegato alla mafia pakistana e responsabile dell’uccisione di persone, in Italia e in Pakistan. “Ho molta paura perché è una persona pericolosa e ho paura anche per i miei genitori che sono in Pakistan. Infatti Saman in alcune chiamate mi ha fatto chiaramente capire che suo padre ha già ucciso altre persone sia in Italia che in Pakistan“, ha detto il ragazzo, sentito il 5 maggio dai carabinieri, dopo aver riferito le minacce subite dai suoi parenti in patria, a motivo della sua relazione sentimentale con la 18enne di Novellara.

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