Polizia schierata in 54 stazioni per le minacce dei “No Vax”

«Colpiamo i giornalisti, quelli non hanno la scorta, è più facile» e poi «Impalate la Lorenzin viva di fronte alla sua famiglia».

I no vax lancia in resta minacciano e pubblicano in una chat letta da oltre 42mila persone i numeri di telefono e gli indirizzi dei virologi come Roberto Burioni, Matteo Bassetti, Fabrizio Pregliasco, quello del governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini, del rettore dell’Università di Trieste Roberto Di Lenarda, l’indicazione degli assetti societari e la composizione delle redazioni di Libero quotidiano e di Repubblica. Nella loro chat su Telegram si trova di tutto, persino chi invita a trovare le case private del ministro Roberto Speranza o del premier Mario Draghi per «farli ca**re sotto». Gli obiettivi da colpire, anche con azioni pesanti, sono coloro che si siano proclamati provax e progreenpass, per «andarli a prendere a casa». Una prima azione annunciata sarà quella dell’attacco di oggi alle stazioni ferroviarie, 54 in tutto, dove il ministero dell’Interno metterà a disposizione nuclei rafforzati delle forze di polizia, con agenti anche in tenuta antisommossa. Qualora oggi fossero bloccati i treni, si incorrerebbe nel reato di interruzione del pubblico servizio e quindi scatterebbero anche gli arresti, come previsto dalla legge.

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