Varsavia teatro di manifestazioni pro-Ue: migliaia di persone scese in piazza

Dopo la sentenza della Corte costituzionale polacca, il timore di un’uscita dall’Ue ha scatenato la reazione dei cittadini.

Qualche giorno fa la Corte costituzionale polacca ha dichiarato che il diritto europeo non ha alcun tipo di precedenza su quello nazionale, mandando i vertici Ue nel panico per il rischio di un’altra uscita. Il giorno seguente, il leader ungherese Orban ha appoggiato la sentenza polacca, di fatto togliendo il sonno a Von der Leyen e compagni. Effettivamente, la Polonia è sembrata esplicita: il desiderio di uscire dall’Ue potrebbe concretizzarsi, anche perché lo stesso presidente del consiglio polacco, Mateusz Morawiecki, ha affermato: «Il ruolo dell’Ue è sostenere lo sviluppo dei Paesi, non di imporre idee contrarie alla loro storia e identità e soluzioni legali incompatibili con il loro ordinamento giuridico. Non possiamo lasciare questo aspetto nelle mani di chi non comprende che l’unità non è omologazione. Dobbiamo proteggere le differenze delle comunità nazionali».

Nella giornata di ieri, tuttavia, a Varsavia e in altre città polacche, più di centomila cittadini si sono riversati nelle piazze per manifestare a favore dell’Unione europea, mostrando il loro dissenso verso la sentenza della Corte. La manifestazione è stata organizzata da Piattaforma Civica, il maggior partito di opposizione, guidato dall’ex presidente del Consiglio europeo Donald Tusk: «Vogliamo una Polonia indipendente, europea, democratica, rispettosa della legge e giusta. Questi principi sono oggi schiacciati da un potere privo di coscienza e moralità». Poi Tusk ha attaccato il governo: «Vogliono uscire dall’Ue, violare i diritti dei cittadini».

 

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