L’almanacco de «Il Caffè»: nasceva oggi (1950) Giorgio Faletti.

Cabarettista, attore, cantante, scrittore, compositore di musiche, paroliere, sceneggiatore, persino pittore. 

Nato ad Asti, si laureò in Giurisprudenza ma l’idea di chiudersi in uno studio legale non gli piaceva affatto. «Uno, nessuno e centomila» verrebbe da dire, visto che è passato in modo eccellente dai panni del comico al «Drive in» programma “cult” negli anni ’80 fino a quelli del cantante (e autore di canzoni), e, “last but not least“, quello dello scrittore. E non a tempo perso. Forte del suo carisma istrionico, dopo la laurea ebbe un breve approccio col mondo della comunicazione creativa, poi provò con lo spettacolo dedicandosi inizialmente al cabaret ed approdando immediatamente al locale culto per eccellenza in quel genere, il «Derby» di Milano, vera fucina di artisti comici come Diego Abatantuono, Teo TeocoliMassimo BoldiPaolo Rossi, Giorgio Porcaro, Francesco Salvi, Enzo Jannacci. È stato uno talento poliedrico come raramente se ne sono visti. Nel 1994  presentò al festival di Sanremo del 1994 un brano che gli permise di aggiudicarsi -meritatamente!- il premio «Mia Martini» della critica. “Signor tenente” è una canzone intensa, struggente e straziante, molto teatrale, che possiede forti connotati di denuncia sociale, con richiami a problematiche quali la criminalità organizzata e le disastrose condizioni lavorative delle forze dell’ordine. Quella esibizione passò alla storia per una “standing ovation” di tutto il Teatro Ariston ed un applauso lunghissimo!

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