Ceprano Arti e Panorami

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Tutti nella vita abbiamo sogni nel cassetto diverse persone poi nel campo dell’arte e nello specifico nella fotografia arte che possiamo definire interiore come la pittura o la scultura che scaturiscono da meditazioni personali frutto di una rielaborazione inconscia o consapevole delle vicissitudini della vita. Se dal pensiero astratto passiamo al fatto che dà forma al pensiero dell’artista potenziale, diviene l’espressione estetica delle proprie passioni, del proprio io profondo. In questo scorcio di inizio millennio l’uomo è tutto proteso nella dimensione virtuale che ben poco spazio potrebbe lasciare alla fotografia, all’espressione di quella tensione interiore che non sempre sfocia nel drammatico.

Ecco allora che scattare fotografie significa anda controcorrente. I fotografi oggi sono gli uomini della strada la “Street art” sono coloro che raccontano se stessi non perché debbano narrarsi ma per ravvivare l’arte della composizione fotografica che oggi è profondamente mutata. In un tempo in cui si assiste al netto rifiuto dei valori che danno senso esistenziale alla vita. Il villaggio globale vorrebbe una diffusione planetaria della cultura anche per mezzo di strumenti telematici e quindi un interscambio di culture e di lavori a livello planetario è quasi la religione interiore protesa a rievocare i valori intimi ed interiori, purificati dalle stratificazioni di una cultura basata sul culto dell’immagine e dell’apparenza con la fotografia si dà vita a se stessi. Si fanno vivere i propri pensieri per se stessi.

La fotografia ecco che diventa il memoriale della coscienza tutta protesa ad esternare il fugace pensiero di un istante che non muoia ma che rimanga memoria viva. La fotografia è meditazione è nostalgia è lo sguardo del passato. Ma se la fotografia si fermasse al passato ai vari Cartier Bresson allora sarebbe solo nostalgia. Se non costringesse l’essere interiore ad emergere sarebbe solo una sequenza di immagini. Essa invece è la trama dei pensieri che lega la dimensione fisica dell’uomo alla sua mente e che fa emergere i suoi sensi interiori del tipo: affetto, intelletto, memoria affinché per mezzo di essi lo scattista moderno descriva in ogni sua foto il suo appartenere alla storia odierna.

Fabrizio Gravina Cartepen

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