di Ermanno Brussani
Il ponte di Sagrado racconta oltre un secolo di storia: inaugurato nel 1914, distrutto durante la Grande Guerra e ricostruito nel dopoguerra, conserva ancora oggi l’aspetto delle sue origini.
Sagrado, piccolo comune in provincia di Gorizia, è collegato al paese di Gradisca grazie ad un grande ponte che attraversa il fiume Isonzo. Ponte che ha avuto una storia travagliata visto che nel maggio del 1915, a nemmeno sei mesi dalla sua inaugurazione, venne fatto saltare dagli austriaci per rallentare il procedere delle truppe italiane nella guerra appena scoppiata.
Di fianco al manufatto originale, realizzato in acciaio e cemento armato ed ora inservibile, il genio pontieri italiano ripristinò l’accessibilità della passerella in legno per garantire il deflusso di soldati e di materiali indispensabili alla logistica di grandi unità in movimento. La guerra stava procedendo oltre spostandosi sul Carso. Nel 1917, dopo Caporetto, i due eserciti si muovono nuovamente ma questa volta in direzione opposta: quindi altre mine sul ponte, le esplosioni interessano i piloni lato Gradisca che cedono.
Fortunatamente già nel febbraio del 1919 vengono avviati i lavori per il restauro del prezioso manufatto ingegneristico e nell’aprile dello stesso anno è già transitabile da uomini e mezzi. Nel 1934 ultimo ritocco di verniciatura. Il ponte che possiamo osservare oggi, A.D. 2026, è del tutto simile a quello che i nostri antenati poterono percorrere in quel lontano primo dicembre 1914, giorno della sua inaugurazione.
Ermanno Brussani
Nota: in copertina il ponte di Sagrado nell’estate del 1916, per gentile concessione collezione privata Aurelio Pasetto.
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