La via Francigena nella storia d’Europa e altri cammini storici in Toscana

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W. Levison 1946, scrive che per due volte nella storia l’Inghilterra ha esercitato una lunga e durevole influenza sulla vita intellettuale e sociale dell’Europa. La prima volta fu nell’VIII secolo. A seguito della missione di Sant’Agostino di Canterbury inviato da Papa Gregorio Magno a cristianizzare l’Inghilterra Sassone, ebbe luogo il Sinodo di Whitby (anno 664) che stabilì la data cristiana della Pasqua, a scapito di quella celtica. La decisione fu valida per tutta la Nothumbria anglosassone che era sotto l’influenza celtica. L’Arcivescovo Teodoro fu fautore delle missioni anglosassoni che portarono nel resto d’Europa, ai Sassoni e agli altri popoli barbari del continente, tutto ciò che c’era in Inghilterra e in Irlanda di cristianesimo Greco e Romano.

Un esempio di questi evangelizzatori fu quello di Bonifacio del Wessex (675) inviato in Frisia dove collaborò con Willibrord evangelizzando la Turingia dalla loro sede di Eichstadt, mentre Alcuino di York fu invitato da Carlomagno ad Aquisgrana per dirigere la scuola imperiale. La seconda volta che l’Inghilterra esercitòla sua influenza fu al tempo di Montesquieu quando la sua costituzione fu modello per la lotta alla partecipazione e il controllo alla direzione politica dello Stato stabilendo il controllo per l’equilibrio dei poteri costituzionali nello stabilire un punto d’incontro tra l’efficienza dello Stato e la libertà dell’individuo. Prima di iniziare a sintetizzare la materia che intendiamo illustrare occorre parlare di un personaggio chiave, senza il quale, gli eventi che causarono il ri-sveglio dell’Europa post classica, mancherebbero delle necessarie spiegazioni.

Giovanni Caselli

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