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IRAN – IRAQ: il conflitto dimenticato della Guerra Fredda

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Il 22 settembre 1980 l’Iraq invade l’Iran dando inizio alla prima guerra del golfo. Sarà un conflitto cruento, combattuto senza risparmio di energie da parte dei due contendenti che ne usciranno impoveriti e fortemente destabilizzanti. La guerra dura 8 anni ed è per questo lo scontro armato più lungo del XX secolo. Oltre alle innumerevoli…

Descrizione

Il 22 settembre 1980 l’Iraq invade l’Iran dando inizio alla prima guerra del golfo. Sarà un conflitto cruento, combattuto senza risparmio di energie da parte dei due contendenti che ne usciranno impoveriti e fortemente destabilizzanti. La guerra dura 8 anni ed è per questo lo scontro armato più lungo del XX secolo. Oltre alle innumerevoli distruzioni, i morti saranno un milione e 5 milioni gli sfollati; le motivazioni che portarono Saddam Hussein a decidere di invadere il paese confinante sono innumerevoli e profonde. Per anni l’Iran era stato legato a Washington, da cui si era sganciato a seguito della rivoluzione integralista del 1979, che portò alla caduta della monarchia e all’instaurazione della repubblica Islamica ancora oggi in piedi; questo evento spaventò il laico Iraq guidato dal partito Baath, che approfittò del caos a cui il vicino andò incontro, per sferrare un attacco molto rapido che portasse velocemente l’Iran alla resa e che garantisse agli Iracheni di entrare in possesso della regione di confine del Khuzestan, da anni contestata e ricchissima di petrolio. La guerra vedrà l’uso di gas, bombardamenti sia su città e civili inermi, sia sul traffico navale del golfo persico. Le grandi potenze si sarebbero poi inserite supportando l’una o l’altra parte e talvolta entrambe allungando di molto la durata del conflitto. Partendo da un’analisi geografica del campo di battaglia percorreremo la storia di quelle terre per capire come si arrivò alla guerra. Approfondiremo gli aspetti militari e diplomatici di un conflitto oggi dimenticato, che però ha talmente influenzato il nostro presente che appare assurdo sia così poco al centro del dibattito pubblico. Ed è proprio questo il nodo focale dell’elaborato: capire perché questo conflitto pur nella sua potenza distruttiva è stato dimenticato.