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“A volte mi affaccio alla vita della gente e le racconto un segreto. È un vecchio trucco. Mi avvicino e, a meno che le persone non dormano ad occhi aperti, possono percepirmi come una lieve brezza, come l’acuto di una sola nota, lo scricchiolio di una vecchia sedia, un brivido o il lampo di un’intuizione” (La Leggenda del Bevitore Sacro – Mario Corradini
Chi era lei per lui? E cosa rappresentava lui per lei? Rapsodia evoca il mistero del Nord e la magica alchimia delle affinità elettive, canta l’immateriale e lo insinua nel materiale, cambia tonalità al mito e lo fonde con la realtà. È una storia che si svolge negli intervalli, negli spazi immaginari di uno scenario appena pennellato, costantemente in bilico tra fiaba e quotidianità, delicatezza e gravità. Rapsodia suggerisce piuttosto che descrivere, dà voce al silenzio più che alle parole, lasciando la libertà al lettore di cercare il proprio romanzo e trovare il proprio racconto.
Rapsodia suggerisce piuttosto che descrivere, dà voce al silenzio più che alle parole, lasciando la libertà al lettore di cercare il proprio romanzo e trovare il proprio racconto.
Sara Bini
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