Il 22 settembre 1980, l’Iraq di Saddam Hussein invade l’Iran, dando inizio a un conflitto che sarebbe durato per otto anni, causando centinaia di migliaia di morti e cambiando gli equilibri del Medio Oriente. Questa, è stata una delle guerre più lunghe e devastanti del XX secolo. Le cause scatenanti del conflitto sono complesse e multiple. Primo, la disputa sul controllo dello Shatt al-Arab, un’importante via d’acqua tra i due paesi. Secondo, la rivoluzione islamica in Iran nel 1979, che portò al potere l’Ayatollah Khomeini, alimentando timori in Iraq di una possibile insurrezione sciita nel paese. Terzo, Saddam Hussein voleva affermarsi come leader nel mondo arabo e vedeva l’Iran rivoluzionario come una minaccia.
Il 22 settembre del 1980, l’Iraq lanciò un attacco a sorpresa, mirando a territori iraniani ricchi di petrolio. Nei primi mesi, l’Iraq ottenne alcune vittorie, ma non riuscì a far crollare il regime di Khomeini. La guerra divenne una lunga e sanguinosa guerra di trincea, simile alla Prima guerra mondiale, con pesanti bombardamenti e attacchi alle città. Inoltre, nonostante fosse l’aggressore, l’Iraq ricevette aiuti indiretti da molti paesi arabi, occidentali e persino dall’Unione Sovietica, mentre l’Iran, isolato diplomaticamente, fu supportato da pochi alleati. Nel 1988, dopo otto anni di combattimenti, entrambi i paesi accettarono un cessate il fuoco mediato dalle Nazioni Unite, ma senza cambiamenti significativi nel territorio. La guerra lasciò circa 500.000 morti e milioni di feriti. Le economie di entrambi i paesi furono devastate e la stabilità del Medio Oriente fu gravemente compromessa. Saddam Hussein, seppur vincitore, avrebbe intrapreso azioni future disastrose, come l’invasione del Kuwait nel 1990, che portò alla Guerra del Golfo.
Pur essendo terminata quasi 40 anni fa, questo episodio continua a influenzare profondamente la geopolitica del Medio Oriente, con conseguenze che si riflettono anche sulla situazione odierna. Sebbene la regione sia cambiata notevolmente, alcune dinamiche di rivalità tra potenze regionali persistono.
Lidia Farci
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