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L’Almanacco de «il Caffè» – 1915: nasce Edith Piaf

È un monumento nazionale francese:Madame piaf” (in francese significa “passerotto”) per il fisico minuto e la straordinaria abilità vocale nel passare dai toni dolci a quelli più aspri.

Nasce al numero 72, Rue Belleville, quartiere operaio di Parigi, da due artisti di strada, Édith Giovanna Gassion visse un’infanzia travagliata a causa delle condizioni di degrado familiare. Fu allevata dalla nonna paterna, tenutaria di un bordello. Soffriva di una grave patologia agli occhi. Insieme al padre, contorsionista, a otto anni cominciò a esibirsi in strada dimostrando tutta la potenza della sua voce. Un monumento nazionale francese come la Marsigliese! “Madame piaf” (in francese il suo nome d’arte significa “passerotto”) sia per il fisico esile e minuto sia per la straordinaria abilità vocale nel passare dai toni dolci a quelli più aspri.
Compose e interpretò brani memorabili, divenuti colonne sonore dello spirito indomito e passionale di Parigi e della Francia intera.
Nel 1936 registrò la prima canzone «Les Mômes de la cloche»con il nome d’arte Edith Piaf e cominciò a imporsi immediatamente nel panorama nazionale come interprete anticonformista e passionale, costruendo il mito dell’«usignolo» che, dagli anni ‘40 ai ‘60, avrebbe incantato le platee di tutto il mondo. Dall’immortale «La vie en rose» (1946) alla grintosa «Non, je ne regrette rien» (1960), cantò l’amore per gli uomini e la vita, vissuta senza rimpianti e con la capacità di ripartire ogni volta da zero.
Talent scout di artisti di fama internazionale come Charles Aznavour e Leo Ferré, fu molto amata nell’ambiente dello spettacolo (la grande attrice Marlene Dietrich le fece da testimone di nozze).

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