Al momento stai visualizzando Il treno della nostalgia

Il treno della nostalgia

  • Autore dell'articolo:
  • Categoria dell'articolo:Blog

Un viaggio notturno nell’Italia del dopoguerra, tra fumo di locomotive e rimpianti sussurrati nei vagoni di terza classe.

Anno 1953. Il treno delle Ferrovie dello Stato fischiò tre volte, come un vecchio fumatore che prova a liberarsi i polmoni. Era l’ultimo diretto Napoli–Milano della giornata, e portava con sé l’odore di zolfo delle officine e quello, più incerto, di un’Italia ancora fresca di guerra, che stentava a riconoscersi allo specchio. Il giornalista di cronaca, stanco, salì senza fretta, con una vecchia valigia e lo sguardo di chi ha visto troppe partenze per sperare in un arrivo. Nel vagone di terza classe c’era l’umanità che avrebbe voluto evitare e che invece, puntuale come un rimprovero materno, trovava sempre posto accanto a lui. Una donna col fazzoletto nero, vedova o semplicemente nata triste. Un ragazzo magro, occhi furbi e mani callose da scaricatore. Un uomo panciuto con la giacca lisa e le scarpe lucide solo in punta: il tipo che aveva conosciuto tempi migliori, e non perdeva occasione di ricordarlo.

*   *   *

“Eh, signori miei…” cominciò il panciuto, e già si capì che sarebbe stato un lungo viaggio. “Una volta questi treni non tremavano come adesso. Si correva dritti, senza fermate inutili. Mussolini li faceva marciare come soldati, i treni”. La donna annuì, come si annuisce in chiesa, senza sapere se si concede a Dio o alla rassegnazione. Il ragazzo guardò fuori dal finestrino. Il suo silenzio valeva un’opinione, ma i veterani del rimpianto non lo notarono. “E non c’era tutta questa confusione…” proseguì il panciuto, scaldandosi. “Ordine! Disciplina! Non come adesso, che non sai manco chi comanda!”.


La casa editrice L’Universale ti offre la possibilità di pubblicare la tua tesi, il tuo saggio o il tuo romanzo al prezzo più basso sul mercato: 140 € per le tesi, 240 € per i libri di saggistica e 290 € per i romanzi. Per informazioni visita il nostro sito www.luniversaleditore.it e scrivici all’indirizzo email pubblicazioni@luniversaleditore.it o al numero WhatsApp 350 031 4196


A quel punto il treno rallentò pietosamente vicino a una stazione spoglia come un paesino giocattolo dimenticato dai bambini. La donna trovò voce. “Quando c’era lui, mio marito aveva lavoro. Prese la tessera, certo… Ma si mangiava un po’ di pane ogni giorno”. Non c’era furore nelle sue parole, ma una fame antica, mai guarita. Il ragazzo sbottò: “Io quelli anni non li ho visti. Ma ho visto la guerra, e mi basta”. Ci fu un silenzio viscoso, che fece scricchiolare i sedili. Fuori, la campagna correva via come chi tenta di scappare dai propri debiti. Il panciuto si aggiustò la cintura. “La guerra l’abbiamo persa, è vero. Ma se non fosse stato per quei quattro traditori…”. Il ragazzo rise, un riso asciutto: “Pure il mio defunto zio la pensava così. Adesso è sotto terra, insieme ai suoi traditori”.

*   *   *

Il giornalista di cronaca guardò il paesaggio: ulivi contorti, case scrostate, stazioni dove ad aspettare il treno sembrava esserci solo la polvere. E capii che il problema non era Mussolini, né la Repubblica, né il Re fuggiasco. Il problema era il presente: una stanza mal riscaldata dove nessuno voleva entrare. Gli italiani, privati di futuro, avevano scelto l’unica poltrona ancora intatta: il passato. Vi si sedevano con devozione, ignorando le molle che spuntavano fuori.

*   *   *

Il treno entrò a Milano di notte, sbuffando vapore. Scesero tutti, ognuno col suo rimpianto sottobraccio. La donna si perse nella folla. Il ragazzo salutò con un cenno e sparì nel buio. Il panciuto, prima di allontanarsi, disse: “Vedrà, signore. Torneranno i tempi buoni. In Italia, tornano sempre”. Il giornalista di cronaca restò sulla banchina, a guardare il treno diventare una riga rossa nel buio. Pensò che forse quell’uomo panciuto aveva ragione: in Italia tornava sempre tutto, tranne il treno che si era perso. E annotò sul suo taccuino: “Gli italiani preferiscono ricordare un passato immaginario piuttosto che affrontare un futuro reale”.

Segui il nostro canale YouTube: https://www.youtube.com/c/LUniversaleditore/join

Scopri il catalogo dei nostri libri: https://www.luniversaleditore.it/category/libri/

Sostieni il nostro lavoro con una donazione: paypal.me/luniversaleditore?country.x=IT&locale.x=it_IT