Al momento stai visualizzando Rivoluzionari senza rivoluzione

Rivoluzionari senza rivoluzione

  • Autore dell'articolo:
  • Categoria dell'articolo:Blog

di Marco Cimmino

Una volta si scendeva in piazza per fare la rivoluzione. Oggi, troppo spesso, per spaccare una vetrina e rubare un giubbotto. L’ideologia è scomparsa, il consumismo è rimasto. E la politica, come sempre, prova a metterci il cappello.

Una volta si scendeva in piazza per fare la rivoluzione. O almeno si credeva di farla. Oggi si scende in piazza e, tra una protesta e l’altra, qualcuno spacca una vetrina e porta via un giubbotto. La differenza non è soltanto estetica. È politica, culturale, perfino antropologica. Negli anni Sessanta e Settanta le piazze italiane erano attraversate da ideologie feroci, spesso deliranti, qualche volta criminali. C’erano Marx, Marcuse, Mao, il proletariato, la rivoluzione. C’erano i “cattivi maestri”, gli scontri con la polizia e quelli tra estremisti di destra e di sinistra. Poi arrivarono gli anni di piombo e la commedia finì in tragedia.

Mezzo secolo dopo sono rimasti gli scontri, ma spesso è scomparsa perfino l’ideologia. Chi approfitta delle manifestazioni per saccheggiare un negozio non vuole abbattere la società dei consumi: vuole entrarci dalla vetrina. Non contesta il capitalismo perché desidera un mondo diverso. Desidera semplicemente ciò che vede esposto: telefoni, scarpe, borse, giubbotti. È il consumismo praticato con il passamontagna. E qui sta forse l’aspetto più interessante. Quella che viene raccontata come ribellione contro la società borghese ne rappresenta spesso la caricatura più estrema. Non c’è Robin Hood e non c’è la rivoluzione. C’è l’appropriazione immediata dell’oggetto desiderato.


Hai scritto una tesi, un saggio storico o un romanzo? Con L’Universale puoi pubblicarlo a costi accessibili: 140 € per le tesi di laurea, 240 € per la saggistica, 290 € per i romanzi. Per informazioni: www.luniversaleditore.it – pubblicazioni@luniversaleditore.it – WhatsApp 350 031 4196

Visita il nostro canale YouTube: https://www.youtube.com/c/LUniversaleditore

Acquista “Il Krapa e la sua autobiografia” di Marco Cimmino cliccando qui: https://link.amazon/B0d7rzHmp


Intorno, naturalmente, comincia il teatrino della politica. Da una parte chi spiega tutto attraverso il disagio sociale, trasformando quasi automaticamente il responsabile in vittima. Dall’altra chi invoca esercito, manganelli e soluzioni muscolari come se bastasse qualche divisa in più nelle strade per risolvere un problema cresciuto per anni nelle famiglie, nelle scuole e nelle periferie. In mezzo rimangono quelli che pagano: commercianti con le vetrine distrutte, cittadini che vorrebbero attraversare tranquillamente la propria città e forze dell’ordine chiamate a contenere gruppi che spesso cercano deliberatamente lo scontro.

Il problema, allora, non è stabilire se questi ragazzi siano rivoluzionari di sinistra, provocatori di destra o figli del disagio. È forse molto più semplice e proprio per questo più difficile da ammettere: abbiamo cresciuto una generazione alla quale abbiamo spiegato minuziosamente i diritti e assai meno i doveri, il desiderio e poco il limite, l’inclusione e raramente la responsabilità. La storia, diceva Vico, conosce corsi e ricorsi. Forse non sempre. La stupidità umana, invece, sembra possedere una puntualità impressionante. Cambiano gli slogan, cambiano i vestiti, cambiano le generazioni. Le vetrine, alla fine, continuano a rompersi.

Marco Cimmino


Per sostenere L’Universale: https://paypal.me/luniversaleditore

Per sostenere L’Universale: Codice IBAN IT13M0760104800001027873882, nome del destinatario Poma Stefano

Da oggi puoi ricevere i Pamphlet de «L’Universale»: brevi saggi storici scritti dai nostri migliori autori. Ogni mese nuovi contenuti esclusivi direttamente sul tuo dispositivo. Per riceverli scrivete all’indirizzo e-mail pubblicazioni@luniversaleditore.it con oggetto “Abbonato”.

Link per abbonarsi al canale YouTube «L’Universale»: https://www.youtube.com/channel/UCcWX9HDJjfwbxDxae7OQ_SA/join