Al momento stai visualizzando Conrad von Hötzendorf, il generale austriaco che voleva la guerra contro l’Italia

Conrad von Hötzendorf, il generale austriaco che voleva la guerra contro l’Italia

  • Autore dell'articolo:
  • Categoria dell'articolo:Blog

di Stefano Poma

Franz Conrad von Hötzendorf, capo di Stato Maggiore austro-ungarico, considerava l’Italia il vero nemico di Vienna. Dal 1906 progettò una guerra preventiva contro un Paese che, almeno ufficialmente, era ancora alleato dell’Austria-Ungheria.

C’è qualcosa di paradossale nella storia della Triplice Alleanza: Italia e Austria-Ungheria erano alleate, ma uno dei più importanti generali di Vienna trascorse anni a progettare una guerra contro Roma. Franz Conrad von Hötzendorf, capo di Stato Maggiore dell’esercito austro-ungarico dal 1906, considerava infatti l’Italia non un alleato sul quale fare affidamento, ma il principale nemico della monarchia asburgica. Una convinzione che divenne quasi un’ossessione e che Conrad condivideva con un personaggio destinato a entrare tragicamente nella storia europea: l’arciduca Francesco Ferdinando.

Il futuro erede al trono guardava con sospetto all’Italia e considerava la Triplice Alleanza un accordo innaturale. Conrad ragionava invece soprattutto da militare. Era convinto che prima o poi sarebbe scoppiata una grande guerra europea e che, quando ciò fosse accaduto, Roma avrebbe abbandonato Vienna per schierarsi contro l’Austria-Ungheria. Bisognava dunque anticiparla. Colpire prima che l’Italia fosse abbastanza forte per colpire. Il momento ideale, secondo Conrad, si presentò già nel 1906. La Russia era uscita stremata dalla guerra contro il Giappone e difficilmente avrebbe potuto intervenire contro Vienna; contemporaneamente l’esercito italiano appariva ancora impreparato a sostenere una guerra moderna. Conrad riteneva che l’Italia fosse rimasta militarmente indietro rispetto alle grandi potenze europee, soprattutto nel campo dell’artiglieria.

Una campagna contro il Regno d’Italia, se condotta immediatamente, avrebbe potuto trasformarsi, secondo lui, quasi in una passeggiata militare. Ma bisognava fare presto, perché Roma avrebbe potuto colmare rapidamente il divario. La sua formula era semplice: «quanto prima, tanto meglio». Conrad arrivò a ipotizzare un attacco già nel gennaio del 1908 oppure, attendendo il completamento del rinnovamento dell’artiglieria austro-ungarica, nel 1909. Il problema per il generale era che l’imperatore Francesco Giuseppe non aveva nessuna intenzione di assecondarlo. Anche il ministro degli Esteri Alois Lexa von Aehrenthal respingeva l’idea di scatenare gratuitamente una guerra contro un Paese formalmente alleato.

Conrad, però, non rinunciava. Tornava continuamente sull’argomento nei colloqui con i vertici della monarchia e vedeva in ogni crisi internazionale una nuova occasione per regolare definitivamente i conti con l’Italia. A Roma, intanto, qualche segnale era stato percepito. All’inizio del 1908 l’aumento delle spese militari austriache e il rafforzamento delle truppe lungo il confine destarono l’attenzione del capo di Stato Maggiore italiano Tancredi Saletta, che sollecitò il governo a potenziare le difese. Il ministro degli Esteri Tommaso Tittoni chiese maggiori investimenti militari, raccomandando però la massima discrezione per evitare un’escalation. Anche Sidney Sonnino denunciò in Parlamento lo squilibrio tra le somme destinate alla Marina e quelle assegnate all’Esercito: negli anni precedenti, ricordava, il bilancio della Marina era cresciuto del 42 percento, quello dell’Esercito appena del 3,5 percento.

La minaccia principale, invece, arrivava dalla frontiera terrestre. La storia avrebbe dato a quell’allarme un significato particolare. Conrad non considerava infatti la guerra contro l’Italia una semplice eventualità. Era convinto che rappresentasse prima o poi una necessità strategica. Quando nel 1911 l’Italia attaccò l’Impero ottomano per conquistare la Libia, il generale vide immediatamente un’altra occasione. Le truppe italiane erano impegnate oltremare e Roma aveva informato Vienna dell’operazione soltanto quando la guerra era ormai cominciata. Per Conrad era la conferma dell’inaffidabilità dell’alleato italiano. Presentò quindi un memoriale nel quale tornava a chiedere provvedimenti militari e avvertiva che le ambizioni italiane non si sarebbero fermate alla Libia: Roma puntava all’Adriatico, ai Balcani e soprattutto ai territori austro-ungarici abitati da italiani. Ma proprio qui il generale entrò definitivamente in rotta di collisione con il potere politico. Aehrenthal gli ricordò che un capo di Stato Maggiore doveva preparare l’esercito, non decidere la politica estera dell’Impero.

Francesco Giuseppe fu ancora più netto. Il 15 novembre 1911 convocò Conrad e lo affrontò duramente. Il generale avrebbe ricordato nelle proprie memorie le parole dell’imperatore: la politica spettava al sovrano ed era una politica di pace; la guerra contro l’Italia sarebbe stata possibile soltanto se fosse stata l’Italia ad attaccare. Pochi giorni dopo Conrad venne sollevato dall’incarico. In Italia la notizia fu accolta con soddisfazione, ma l’allontanamento dell’uomo non eliminò il problema. Una parte consistente degli ambienti militari e della stampa viennese condivideva infatti la sua ostilità verso Roma. Conrad sarebbe tornato alla guida dello Stato Maggiore già nel 1912. E quando, il 24 maggio 1915, l’Italia dichiarò guerra all’Austria-Ungheria, il generale vide finalmente materializzarsi il conflitto che aveva previsto e, per certi versi, desiderato per quasi dieci anni. C’era però una differenza decisiva: Conrad avrebbe voluto affrontare l’Italia da sola, concentrandole contro l’intera potenza militare della monarchia. Nel 1915, invece, l’Austria-Ungheria combatteva contemporaneamente contro più nemici. Il generale che per anni aveva voluto la guerra contro l’Italia l’aveva finalmente ottenuta. Ma non era più la guerra che aveva immaginato.

Stefano Poma


Per sostenere L’Universale: https://paypal.me/luniversaleditore

Per sostenere L’Universale: Codice IBAN IT13M0760104800001027873882, nome del destinatario Poma Stefano

Da oggi puoi ricevere i Pamphlet de «L’Universale»: brevi saggi storici scritti dai nostri migliori autori. Ogni mese nuovi contenuti esclusivi direttamente sul tuo dispositivo. Per riceverli scrivete all’indirizzo e-mail pubblicazioni@luniversaleditore.it con oggetto “Abbonato”.

Link per abbonarsi al canale YouTube «L’Universale»: https://www.youtube.com/channel/UCcWX9HDJjfwbxDxae7OQ_SA/join