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Il giorno in cui il Nobel scoprì l’America di Hemingway

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Il 28 ottobre del 1954 Ernest Hemingway ricevette una telefonata inaspettata: gli era stato assegnato il premio Nobel per la letteratura, grazie all’opera The Old Man and the Sea. A seguito di un incidente aereo avvenuto in Africa, non era in grado di viaggiare fino a Stoccolma per presenziare alla cerimonia, dunque il premio fu ritirato dall’ambasciatore John Cabot. Pare che quando gli portarono il premio lo scrittore si lasciò sfuggire il commento «troppo tardi».

Il riconoscimento consacrò definitivamente la sua influenza sulla narrativa del Novecento. Lo scrittore americano, già celebre per romanzi come Addio alle armi, Per chi suona la campana e Fiesta, fu premiato soprattutto “per la sua maestria nell’arte della narrativa”.


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Hemingway, nato nel 1899 a Oak Park, nell’Illinois, incarnava perfettamente l’immagine dello scrittore-avventuriero. Aveva fatto il giornalista, combattuto nella Prima guerra mondiale come autista di ambulanze, e vissuto intensamente tra Europa, Africa e Cuba. Tutta la sua esperienza di vita si rifletteva nella sua scrittura, caratterizzata da uno stile essenziale e asciutto.

Quando gli fu assegnato il Nobel, Hemingway era sì un autore leggendario, ma anche un uomo segnato da problemi di salute e da una fama che spesso lo opprimeva. L’anno precedente aveva pubblicato Il vecchio e il mare, la storia di un vecchio pescatore, allegoria della lotta dell’uomo contro le forze ostili della natura e contro sé stesso. Fu questo breve romanzo a convincere l’Accademia svedese: nella sua apparente semplicità, racchiudeva la forza epica e la dignità tragica dell’esistenza umana. Inviò un discorso da leggere alla cerimonia, in cui affermava che la scrittura è “un mestiere solitario” e che “ogni autore autentico deve superare sé stesso in ogni nuova opera”.

Hemingway morì sette anni dopo, nel 1961, lasciando un’eredità narrativa che avrebbe influenzato generazioni di autori. Il suo stile diretto, la sua umanità ruvida e la sua capacità di raccontare la verità della condizione umana restano tutt’oggi un modello di forza e autenticità letteraria.

Lidia Farci

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