La sera del 30 ottobre 1938, un giovanissimo Orson Welles, di soli 23 anni, stava alla regia della trasmissione radiofonica The Mercury Theatre on the Air. Quella sera, facendo anche da narratore, adattò il romanzo di H. G. Wells The War of the Worlds – “La guerra dei mondi” – in una forma tale che molti ascoltatori credettero che fosse un vero e proprio telegiornale. La serie Mercury Theatre on the Air, nata pochi mesi prima, aveva l’obiettivo di adattare grandi opere letterarie per la radio. Welles scelse di basarsi sul romanzo di Wells del 1898, aggiornandolo però e trasformando la narrazione in qualcosa che somigliasse a resoconti radio in diretta, con interruzioni, annunci e suoni ad effetto.

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La trasmissione iniziò alle ore 20:00, e l’apertura comprendeva un breve avviso che presentava la reale natura del contenuto del programma. Successivamente, nella parte critica, si alternarono finto intrattenimento con interruzioni in stile “breaking news” su meteoriti da Marte e navicelle spaziali in atterraggio. La trasmissione divenne famosa proprio perché alcuni ascoltatori, sintonizzatisi dopo l’inizio e non avendo sentito l’avviso iniziale, credettero che si trattasse di notizie reali. Si raccontano casi di panico locale, con telefonate ai giornali e alla polizia. Va anche detto però, che alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, con le tensioni internazionali elevate, il pubblico era già psicologicamente predisposto all’allarme, e in questo senso il programma fomentò lo stato d’animo collettivo.
Il fatto ebbe grande eco mediatica e contribuì a mettere in evidenza il potere della radio come mezzo di comunicazione di massa. All’epoca, infatti, era la radio lo strumento comunicativo centrale nella vita quotidiana, con un vasto pubblico e una grande influenza. Welles non aveva previsto tanto scalpore, e per la sua carriera fu un punto di svolta: la visibilità che ottenne contribuì al suo successo cinematografica successivo.
Lidia Farci
