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Dal carcere al fronte: i soldati condannati della Wehrmacht

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di Claudio Coni

Nella Wehrmacht anche una condanna poteva portare al fronte. I militari colpevoli di reati potevano essere destinati a reparti speciali, dove il combattimento diventava una forma di espiazione. Una storia dura e poco conosciuta della Seconda guerra mondiale.

Per molti uomini andare al fronte è di per sé una punizione, non c’è dubbio. Ma per qualcuno lo è stata anche dal punto di vista strettamente giuridico. In un conflitto totale come la Seconda guerra mondiale, fare a meno di un soldato rappresentava un lusso che nessun esercito poteva permettersi, soprattutto la Germania nazista, impegnata su più fronti. Qual era, dunque, il destino dei militari tedeschi che si macchiavano di un reato?

Il sistema era complesso e prevedeva diverse forme di punizione. Tra queste vi erano le cosiddette unità di prova (Bewährungseinheiten), rese celebri nell’immaginario collettivo dai romanzi, molto romanzati e discussi, di Sven Hassel. In queste formazioni potevano essere destinati i militari condannati dai tribunali militari che, invece di scontare interamente la pena nelle patrie galere, venivano sottoposti a un servizio particolarmente duro, spesso in combattimento, con la possibilità di dimostrare il proprio ravvedimento attraverso il comportamento in guerra.


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Tra le formazioni più note vi furono le Bewährungseinheiten Serie 500, impiegate soprattutto sul fronte orientale. Per gli uomini che vi erano destinati, la guerra diventava dunque anche una forma di pena: le missioni potevano essere estremamente rischiose e le perdite molto elevate. Chi superava il periodo di prova poteva essere riabilitato e tornare al normale servizio militare. Una realtà differente fu quella delle unità 999, nelle quali confluirono uomini precedentemente classificati come wehrunwürdig, cioè indegni del servizio militare. Tra loro vi furono anche condannati e persone perseguitate per motivi politici.

Non si trattava quindi semplicemente di un’altra versione dei battaglioni 500, ma di un sistema nato con finalità e criteri differenti. I reparti penali rappresentarono uno degli aspetti più duri della giustizia militare hitleriana durante la guerra: uomini già sottoposti a una condanna venivano nuovamente messi davanti al pericolo della morte, trasformando il campo di battaglia anche in un luogo di espiazione.

Claudio Coni


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