di Stefano Poma
Rodolfo Graziani costruì il proprio mito nelle guerre coloniali, ma nel 1940 si trovò davanti un esercito moderno. L’offensiva in Egitto e la disastrosa operazione Compass segnarono il crollo della sua fama di comandante invincibile.
Nel 1940 Rodolfo Graziani era uno dei militari più famosi d’Italia. Aveva combattuto in Libia, conquistato territori in Etiopia, era stato viceré dell’Africa Orientale e aveva ricevuto il bastone di maresciallo d’Italia. La propaganda fascista ne aveva fatto l’immagine del comandante energico, rapido, capace di arrivare dove gli altri avevano fallito. Ma c’era un problema: Graziani aveva costruito gran parte della propria fama nelle guerre coloniali, combattute contro avversari enormemente inferiori all’Italia per armamenti, mezzi e capacità logistiche.
Nel 1940 la guerra cambiò. E presentò il conto. Quando Italo Balbo morì nel cielo di Tobruk il 28 giugno, Graziani assunse il comando delle forze italiane in Africa settentrionale. Mussolini voleva una rapida offensiva contro l’Egitto britannico. Graziani era molto meno entusiasta. Conosceva le condizioni dell’esercito italiano e sapeva che dietro la retorica delle otto milioni di baionette mancavano camion, carri armati moderni, rifornimenti e una struttura logistica adeguata a una grande offensiva nel deserto. Chiese mezzi e rinforzi. Mussolini, invece, chiedeva di avanzare. Alla fine Graziani obbedì.
Hai scritto una tesi, un saggio storico o un romanzo? Con L’Universale puoi pubblicarlo a costi accessibili: 140 € per le tesi di laurea, 240 € per la saggistica, 290 € per i romanzi. Per informazioni: www.luniversaleditore.it – pubblicazioni@luniversaleditore.it – WhatsApp 350 031 4196
Visita il nostro canale YouTube: https://www.youtube.com/c/LUniversaleditore
Nel settembre 1940 le truppe italiane superarono il confine egiziano e raggiunsero Sidi el-Barrani. Poi si fermarono. Per qualche settimana il regime poté presentare l’operazione come un altro successo africano. Era un’illusione. Nel dicembre gli inglesi lanciarono l’operazione Compass. Quella che avrebbe dovuto essere una controffensiva limitata si trasformò rapidamente in una catastrofe per gli italiani. Le posizioni caddero una dopo l’altra, intere divisioni furono travolte, decine di migliaia di soldati finirono prigionieri e la Cirenaica venne perduta.
Graziani si trovò davanti un nemico molto diverso da quelli affrontati nelle campagne coloniali: un esercito moderno, mobile, organizzato e capace di sfruttare i carri armati e la propria superiorità logistica. Il comandante che in Africa era sembrato quasi invincibile non riuscì a fermarlo. Nel febbraio 1941 Graziani chiese di essere esonerato e Mussolini accettò. Tornò in Italia e rimase per due anni ai margini della vita pubblica. La guerra coloniale aveva costruito il mito di Rodolfo Graziani. La guerra moderna, nel deserto egiziano e libico, contribuì a distruggerlo.
Stefano Poma
Per sostenere L’Universale: https://paypal.me/luniversaleditore
Per sostenere L’Universale: Codice IBAN IT13M0760104800001027873882, nome del destinatario Poma Stefano
Da oggi puoi ricevere i Pamphlet de «L’Universale»: brevi saggi storici scritti dai nostri migliori autori. Ogni mese nuovi contenuti esclusivi direttamente sul tuo dispositivo. Per riceverli scrivete all’indirizzo e-mail pubblicazioni@luniversaleditore.it con oggetto “Abbonato”.
Link per abbonarsi al canale YouTube «L’Universale»: https://www.youtube.com/channel/UCcWX9HDJjfwbxDxae7OQ_SA/join
