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Russia 1943, una lettera dall’inferno di ghiaccio

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Una cartolina dal gelo russo e il sacrificio di un giovane alpino veronese nella battaglia di Nikolajewka, gennaio 1943.

In questo stesso periodo di 83 anni fa si svolse il tragico ripiegamento del Corpo d’Armata Alpino schierato in Russia. I soldati italiani si trovarono ad un operare in un ambiente fortemente ostile con temperature che arrivarono a toccare i -40° C. Da quell’inferno di ghiaccio l’alpino Cornelio Grisi di Badia Calavena (VR) scrisse una cartolina alla propria famiglia il primo di gennaio del 1943. Come spesso accadeva, la stessa missiva, contenente gli auguri di buon inizio anno, venne firmata anche da amici e compaesani. Cornelio, classe 1915, anni 27, già veterano delle campagne di Francia e di Grecia sempre con la 56ª compagnia del Battaglione “Verona”, partecipò suo malgrado anche alla campagna di Russia.

1/1/43 XXI, Posta Militare 201

Caro padre,
da qualche giorno che ti ho scritto; oggi ritorno ancora con questa mia facendoti conto della mia salute ottima come spero sia di te e famiglia intera.
Come ti ho scritto il giorno di Natale una cartolina con la firma di tutti i miei compagni che ho assieme, così pure facciamo anche oggi, e tutti ti auguriamo buon proseguimento dell’anno 1943.
Ti bacio e ti saluto caramente,
Cornelio
– Non pensare, ritorno ancora, ciao –


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La speranza del ritorno a casa ed il tentativo di tranquillizzare il padre saranno vani; l’alpino risulterà disperso nell’epica battaglia di Nikolajewka del 26 gennaio 1943. Il suo battaglione, ridotto ormai ad una compagnia, sarà tra i primi ad attaccare la cittadina alle 09:30 del mattino nel tentativo di rompere l’accerchiamento russo. Il sacrificio del giovane veronese, e quello di migliaia di suoi commilitoni, garantiranno agli altri soldati italiani in ripiegamento la via della salvezza.

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